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ArdPressure è una figata!

4 Novembre 2020 - il Blog, Tecniche e Consigli
ArdPressure è una figata!

Ovvero: Recensione molto brutta di un sistema di imbottigliamento in contropressione completamente automatizzato.

Prima di parlare di ArdPressure, e di quanto sia un sistema figo, come mio consueto, ho bisogno di un “ma facciamo un passo indietro”. Quindi…

Ma facciamo un passo indietro

ok… non così indietro…

Che la produzione casalinga di birra, ovvero l’homebrewing, sia un hobby fortemente soggetto alle mode e alle tendenze è un fatto noto. Succede in tutti gli hobby, e figuriamoci nell’homebrewing. Si tratta di una verità così banale che nemmeno c’è bisogno di stare a chiedere il perché e il percome; semplicemente succede e chi più chi meno ci caschiamo tutti. Certo… non tutte le mode sono uguali. Ci sono quelle passeggere e ci sono quelle che segnano l’hobby in maniera quasi incontrovertibile, ma tutte hanno più o meno lo stesso obiettivo: creare nuovi appassionati (e quindi nuovi potenziali clienti) oppure consolidare quelli già affezionati a prescindere. Oppure perdere tempo.

Cos’è ArdPressure

da forum.areabirra.it

ArdPressure fondamentalmente è un assistente smart, basato su arduino, per automatizzare la fase dell’imbottigliamento della birra.

È composto da una struttura di profili di alluminio, tubi, un sensore di misurazione di livello ed elettrovalvole da collegare ad un fermentatore, un fustino o ad un contenitore in grado di reggere la pressione, e ad una bombola di CO2 e permette di gestire in maniera automatizzata l’imbottigliamento sia di birra già carbonata che birra da rifermentare.

È possibile collegare questo controller anche alla lancia a tre vie (la “pistola cinese” per gli amici). Insomma… ArdPressure è sufficientemente modulare e configurabile. Figata, no?

Per avere maggiori informazioni sul progetto, seguire gli sviluppi, reperire informazioni su come assemblare e per assistenza tecnica esiste ArdPressure (Italia) (vai a https://www.facebook.com/groups/803970410071277 ) frequentato da persone già note nel panorama italiano molto competenti e a disposizione per tutte le curiosità e su come reperire i materiali e procedere all’assemblaggio di ArdPressure. Consiglio anche l’iscrizione al gruppo Homebrewing 2.0 – Isobarico e contropressione (vai a https://www.facebook.com/groups/469558383842882 ) dove ogni giorno ci sono numerosi confronti su contropressione e isobarico. In questo gruppo c’è anche Davide Cantoni che dall’alto del suo canale YouTube ha già sfornato diversi video di ArdPressure all’azione.

Lunga è stata la strada prima di arrivare ad ArdPressure

ArdPressure ha visto la luce in una versione stabile la primavera del 2020 ma tutto il progetto va avanti da circa un paio di anni, grazie all’impegno di persone che già in passato hanno messo la firma in altri progetti molto diffusi, apprezzati e discussi tra noi homebrewer social addicted, come per esempio ArdBir e iSpindel, per citare i più famosi. Sta di fatto che nel giro di poco, è veramente impazzata la moda in Italia di effettuare imbottigliamento e infustamento in contropressione, sia di birra da rifermentare che di birra carbonata forzatamente. Non è un caso se anche i maggiori store on line italiani di materiale per homebrewer hanno deciso di cavalcare l’onda inserendo nel proprio catalogo bombole, raccorderia varia, tubi per spillatura, riduttori di pressione e tanto altro materiale. Si tratta di una vera a propria piccola grande rivoluzione in qualche modo agevolata anche dall’immissione sul mercato di fermentatori pressurizzabili con un costo accessibilissimo alla maggior parte delle nostre tasche. Avete mai sentito parlare di Fermentasaurus o di FermZilla?

Non fraintendetemi, o miei cari 25 lettori, i nostri amati eroi sopracitati non hanno di certo scoperto il mirabolante segreto dell’anidride carbonica applicato all’homebrewing: si tratta di un metodo già consolidato e molto diffuso in ambito brassicolo già da tempo e in ogni parte del mondo. Loro hanno semplicemente riassunto in un unico strumento le principali esigenze per chi ha vuole imbottigliare in contropressione, portando alla luce prevalentemente i vantaggi di questo sistema, tra cui la pulizia di procedura, il ridurre al minimo il contatto tra birra e il suo acerrimo nemico ossigeno con lo scopo principale di aumentare la shelf life di birre molto luppolate o delicate come le basse fermentazioni.

Io pure non ho saputo in qualche modo resistere al canto delle sirene, e già dall’anno scorso ho cominciato il lungo cammino insidioso fatto di scelte e studi per evolvere verso tecniche di imbottigliamento più avanzate. E così nel tempo mi sono attrezzato e ho cercato di recuperare tutta l’attrezzatura possibile e necessaria per spostare in contropressione della birra. E alla fine sono approdato proprio su ArdPressure.

ArdPressure è quindi la punta di iceberg gigantesco, una grande summa per automatizzare il processo di imbottigliamento e di infustamento in svariate modalità e combinazioni. Figata, no?

Perché scegliere ArdPressure.

Per spiegare perché ho scelto ArdPressure è necessario spiegare perché ho deciso di rivoluzionare la modalità di imbottigliamento della mia birra fatta in casa: le motivazioni sono talmente tanto soggettive che non pretendo minimamente che siano condivise, perché, ribadisco, sono le mie motivazioni.

L’imbottigliamento è una rottura di palle!

L’ho detto e scritto miliardi di volte su queste pagine che ormai mi sono quasi stufato, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Combattere con sifoni, tubi e bidoni da sanitizzare, aste da travaso, rubinetti etc è una vera rottura di scatole. In anni di homebrewing ho sempre trovato modi intelligenti, affidabili e sopratutto ripetibili per gestire la fase di produzione del mosto e quella della fermentazione, ma mai, dico mai che abbia imbottigliato un birra sempre nello stesso modo: molto probabilmente sono io che sono una pippa (non escludo nessuna opzione); nonostante questa fase sia composta da azioni meccaniche molto semplici più volte ho commesso errori non direttamente dipendenti dalla mia volontà, che in qualche caso hanno compromesso il gusto della birra nel bicchiere. E poi sono sempre solo, soprattutto da quando Matteo il Biondo, amichetto di scorribande casalingobrassicole si è trasferito e non può più venire ad aiutarmi. Ho quindi scelto ArdPressure perché di fatto è un’assistente per tutta la fase di imbottigliamento. Anzi, a conti fatti sono io che vengo declassato ad assistente al servizio di ArdPressure. ArdPressure compie cicli di saturazione, desaturazione e riempimento della bottiglia e mi avverte quando ha finito, così io posso sostituire la bottiglia piena da tappare con una vuota, e ripetere di nuovo il ciclo. E la cosa mi piace assai. Ed è una gran figata!

Io non credo nella birra carbonata forzatamente.

Ammesso e non concesso esista una lobby mondiale degli homebrewers io sceglierei senza dubbio l’ala di coloro che rifermentano. Non ho nulla contro l’ala dei carbonatori forzati! Alla fine, sono simpatici con le loro pompe da vuoto e con la loro mania continua di risolvere i problemi che io non ho. Non ne faccio una questione di costi, figuriamoci se ho scelto quest’hobby per risparmiare… Diventa, almeno per me, una questione di approccio pratico. ArdPressure gestisce molto bene spostamenti in pressione di birra non rifermentata! In questo modo diventa sicuramente un sistema più semplice da gestire, ma come dicevo prima, ArdPressure si pone l’obiettivo di essere modulare e flessibile, adattandosi all’esigenza del momento. Quando un domani, dovessi ricredermi e passare a carbonare forzatamente la mia birra, allora mi sarà sufficiente integrare alla struttura un paio di elettrovalvole, una pompa da vuoto e altre due tre cosette, e via… Finalmente mi potrò fare anche io un bagno di birra perché non ho desaturato abbastanza la bottiglia. E anche questo è una figata! Intendevo la modularità di ArdPressure… non il bagno di birra: ho già dato con del mosto caldo.

ArdPressure è un progetto amatoriale italiano al 100%

ArdPressure è un progetto stabile, ma non può ritenersi un progetto concluso: è in continua evoluzione e sono continui gli aggiornamenti e i perfezionamenti del firmware. Si tratta di un progetto amatoriale, nato dalla fusione di menti diverse e passioni diverse. Se guardate bene ArdPressure nella sua interezza noterete in maniera inequivocabile i mille altri hobby e passatempi che possono avvolgere noi homebrewer: c’è idraulica, elettronica, automazione, programmazione, stampa 3d e perché no, anche un certo gusto estetico tipico di noi italiani. Non ho idea di quante persone già utilizzano questo sistema, e francamente poco mi interessa: mi basta essere un felice possessore di questo strumento e già dal primo utilizzo, io che di bombole, fustini e cose varie ci capisco meno di chi non ci capisce niente, mi ha dato la sincera impressione di essere un sistema valido e molto semplice da usare. Non ho intenzione di commentare il prezzo di ArdPressure, quindi per favore non mettiamo fuori questo argomento come critica al progetto, perché da qualsiasi angolazione la si guarda è un’argomentazione che non regge.

Cosa serve oltre ArdPressure

Officina Briù feat. ArdPressure

ArdPressure non basta a sé stesso. E grazie.

Per quanto possa essere minimale la configurazione per l’imbottigliamento di birra non carbonata, è necessario munirsi di:

Conclusioni

Al momento che scrivo questo articolo ho effettuato soltanto un ciclo completo di imbottigliamento con ArdPressure.

A conti fatti i tempi della fase di imbottigliamento non sono poi variati di molto rispetto a come ero abituato prima: per imbottigliare circa 15 litri di birra ci ho messo circa 2 ore abbondanti, compresa la fase di pulizia delle bottiglie e di pulizia generale finale. Il tempo può essere sicuramente ottimizzato una volta che ci si prende la mano. Potrei addirittura lavare, scolare e siringare le bottiglie mentre altre già preparate si stanno rimpiendo, ma non lo vedo come uno sforzo necessario. Ho però ridotto notevolmente la fatica e lo stress di dovermi preoccupare in prima persona di tutte le fasi dell’imbottigliamento. E sopratutto per questo, lasciatemi dire, ArdPressure è una gran figata!

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