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Perché ho deciso di chiudere Car Brewing Podcast

28 Giugno 2019 - il Blog
Perché ho deciso di chiudere Car Brewing Podcast

Oggi, venerdì 28 giugno 2019 alle ore 8:10 è andata in onda l’ultima puntata di Car Brewing Podcast – la tua birra fatta in macchina.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un progetto che mi ha letteralmente fatto compagnia, più o meno ovunque andassi, nell’ultimo anno come un fedele compagno. Grazie a questo podcast ho avuto modo di conoscere tante persone sia vicine che lontane, di essere riconosciuto agli eventi e di ricevere, al netto delle critiche costruttive, tanti apprezzamenti sinceri. Tante persone hanno seguito con attenzione tutte le puntate, si sono appassionati al format oltre misura, al punto tale da ricevere lamentele e dimostrazioni di solidarietà quando recentemente ho dichiarato a mezzo stampa la chiusura del format.

Car Brewing Podcast è un format molto semplice: non c’è un segreto, è tutto molto palese perché a me è sempre piaciuto giocare a carte scoperte: si tratta di audio vocali in presa diretta dalla durata di circa 5-10 minuti al giorno registrati in macchina al volante, e un punto di vista. Senza professionismi, senza effetti, senza correzioni, senza sovraincisioni, senza montaggio e senza sigle se non la mia voce e i miei strafalcioni. Gli argomenti trattati sono stati dei più vari, senza mai scendere troppo sul tecnico, con accenni per chi, interessato, decidesse di approfondire in un secondo momento. Temi, dicevo, senza un vero ordine preciso, che cercavano di cogliere un sentire comune o la voglia di condividere un esperienza passando poi per la descrizione sommaria dell’ultima cotta fatta o la prossima in cantiere. In tutto ho cercato di mettere sempre la mia visione, cercando di essere il più obiettivo possibile e al tempo stesso coerente. Questa formula, a quanto pare, è piaciuta molto. Si sono creati ovviamente i tormentoni e le fazioni tra i vari ascoltatori del podcast. Il tutto in maniera molto serena, pacifica, costruttiva e cialtrona (nel senso buono del termine).

Sono sincero, il successo del podcast (sempre se di successo si può parlare) è stato del tutto inaspettato. Quando un anno fa ho pensato il format, insieme a Giovanni Iovane, ho intravisto subito del potenziale. Ho ovviamente creato i profili social necessari per essere visibile sul web, come la pagina facebook, l’account instagram e i profili su Spotify, iTunes e il minimo indispensabile. Non ho mai fatto campagne pubblicitarie a pagamento, non ho mai fatto spam sui vari forum on line e non ho mai rotto il cazzo alla gente per ricambiare like. Ho sempre cercato di essere il più discreto possibile. Ma quello che è successo poi è stato del tutto imprevisto.

Nel giro di poco, grazie ad un crescente passaparola tra gli homebrewer gli ascolti sono andati sempre in salita, raggiungendo 10… 20… 50mila riproduzioni e oltre. Come se non bastasse, ho passato piacevoli serate a rispondere alle email, messaggi facebook, contatti su telegram e a parlare del tema del giorno nei rari momenti in cui avevo la possibilità di essere presente fisicamente agli eventi per homebrewer con chi, dall’altra parte delle cuffie ha ascoltato le puntate. Obiettivi e numeri sicuramente blandi se paragonati ad altri contesti eppure nel nostro ambiente di nicchia non sono affatto numeri scontati.

…E allora perché Car Brewing Podcast chiude?

La domanda quindi nasce spontanea: perché chiudere proprio adesso che il podcast ha in qualche modo raggiunto la sua completa maturità? Perché abbandonare un progetto ambizioso e sotto certi punti di vista riuscito? Con tutta questa calura estiva avrei potuto battere il ferro tantissimo. Ma non ne ho voglia.

Sia chiaro: il podcast non chiude per mancanza di argomenti. E’ facile pensare che sia difficile trovare un tema di cui parlare tutti i giorni, anche solo per 5 minuti: ma non è per questo che chiude il podcast. Temi e argomenti di cui discutere ce ne sono a iosa, e ogni giorno c’è la possibilità di trovare un qualcosa di cui parlare. Come se non bastasse, pensavo fosse futile e scontato sottolineare che per me fare il podcast è un hobby. Non è un lavoro, non è una missione, non è un dovere verso niente e nessuno. E da domani l’homebrewing non sarà minimamente diverso rispetto a com’era ieri. La vita continua… a prescindere. Gli impatti sulla nostra società, se dovessero sparire in un attimo tutti gli spazi di condivisione per noi homebrewers, sarebbero più o meno l’equivalente di un battito di una farfalla.

Ma tutto questo non è un problema, anzi. Se proprio vogliamo vederla da un’altra angolazione, il problema di Car Brewing Podcast, paradossalmente, è proprio il suo format che in qualche modo ha rotto le righe.

Tra l’altro Car Brewing non ha mai detto cose nuove: ha semplicemente raccontato in maniera diversa ciò che da sempre sono i nostri argomenti di discussione trattati fino allo sfinimento nei nostri ritrovi virtuali.

E infatti Car Brewing chiude lasciandosi alle spalle milioni di temi, esperienze significative e voci importanti rimaste per forza di cose fuori dalla programmazione.

Forse il vero punto di forza di questo podcast sgangherato è stato quello di aver portato una ventata di freschezza nel trattare tematiche che sono oggetto di discussione da anni… Chi lo sa?

Siamo in tanti a parlare di homebrewing in Italia. Siamo molto di più di quelli che banalmente si pensa. All’interno di questi aperte virgolette divulgatori chiuse virgolette ci sono diverse formule consolidate che bene o male si ripetono. Ci sono i blogger, gli youtuber, gli influencer, i commentatori più attivi, gli evangelist, i beer sommelier, i giudici, i mastri birrai (quelli veri e quelli mancati), i mastri bottai, i carbonari, i bibliofili, gli homebrewers ortodossi, gli homebrewers sui generis… mancava solo il podcaster, o meglio l’homebrewer cialtrone (nel senso buono del termine).

Io ho parlato di homebrewing perché ne avevo voglia, e l’ho fatto maniera diversa dagli altri. Non in maniera migliore rispetto agli altri: in maniera diversa. Ho trovato una formula leggera, molto più rivolta all’intrattenimento che all’approfondimento e a fare informazione.
Il mio obiettivo è sempre stato quello di instillare curiosità nell’ascoltatore senza necessariamente fornire soluzioni e colmare lacune. Più volta a fare condivisione di esperienze che a ripetere quanto studiato ed assimilato altrove. E poi ci sono state le ospitate. Su Car Brewing Podcast si sono alternate voci, esperienze e situazioni in maniera unica ed irripetibile e prima del podcast nessun altro spazio è riuscito a riunire tanti punti di vista diversi sotto l’unico cappello. Si è trattato senza dubbio di una cosa nuova. Ma alla lunga anche le cose nuove stufano e diventano retoriche: il rischio di diventare un format ripetitivo e noioso, scontato e prevedibile è altissimo. E anche di questo, mi perdonerete, non ne ho voglia.

…Cosa sostituirà Car Brewing Podcast?

E poi c’è questo blog, che per colpa di Car Brewing Podcast (ma non solo) ha subito un immotivato e sconsiderato abbandono. Sono mesi che non pubblico più nulla in questo spazio, che nasce per raccontare quello che succede nella mia Officina Briù e nella mia testolina cialtrona (nel senso buono del termine). Quindi sento il bisogno di andare avanti per tornare un po’ indietro: voglio tornare ad occuparmi a tempo pieno di questo spazio. Sia chiaro, non si tratta di una involuzione: Car Brewing Podcast e l’Officina Briù non sono la stessa cosa. Sono due progetti diversi che casualmente condividono la stessa mente, ma non sono la stessa cosa. Sono ben cosciente del fatto che non si tratta del primo blog a tema homebrewing in Italia, e di sicuro molto lontano da essere il migliore: non avrò mai la stessa competenza nel discernere e fare sintesi su argomenti vari e ampi come da sempre fanno autorità come Frank e Davide (supereroi indiscussi della divulgazione da blogger in Italia). E prendendo loro come modello, continuerò a prendere spunto per migliorare e migliorarmi sempre nel nome dell’homebrewing, ma anche qui mettendoci il mio punto di vista cialtrone (nel senso buono del termine).

Car Brewing Podcast chiude, e ne sono anche un po’ dispiaciuto. Mi piacerebbe, schizofrenicamente parlando, che il format continui: la strada è stata tracciata, il manifesto stilistico è stato stilato, manca solo qualcuno che ne recuperi l’eredità: come già detto in altri luoghi, io non sono affatto geloso della mia creazione. E se qualcuno ha voglia di continuare a fare Car Brewing Podcast al posto mio, sarò ben lieto di consegnare il testimone. Parliamone.

Oppure.

Oppure Car Brewing Podcast smette di essere quello che è stato fino ad oggi per approfittarne e diventare qualcos’altro. Ci ho già pensato e ripensato, senza trovare nessuna quadra del cerchio. Mi sono ripromesso di pensarci nei momenti di vuoto durante l’estate appena iniziata. Al momento non mi è venuto in mente nulla!

In questo momento non so dare una risposta sul futuro di Car Brewing Podcast. Sicuramente, se ci sarà un car brewing 2.0 non sarà quello che abbiamo visto (e sentito) fin ora. E siccome non ho la benché minima idea di come far evolvere il podcast, di come cambiarlo senza snaturare la sua essenza, evito proprio di pensarci. In questo momento, ripeto, io non ho la benché minima idea di come evolvere questo format, esattamente come una crisalide non sa mai che tipo di farfalla diventerà. A tempo debito ci penserò. E probabilmente la soluzione si paleserà da sola nel momento meno cercato. E a quel punto partirà una nuova avventura e tanta voglia di cialtroneria (nel senso buono del termine). Ma di pensare a questo, anche a questo, al momento, non ne ho voglia.

Infiniti ringraziamenti.

Come dicevo prima, sono molte le cose che mi sono piaciute moltissimo di questo anno trascorso insieme. E sono tanti i ricordi che conservo con discreto orgoglio: le puntate affidate agli ospiti, per esempio, dove molti ascoltatori si sono messi in gioco in maniera spontanea e sincera spesso lasciandosi andare in frasi come “Seguiteci sulla nostra pagina facebook”… “Lasciate un commento sui nostri social”… Queste cose trasmettono un gran senso di appartenenza al progetto Car Brewing Podcast. Inutile dire che le prime reazioni stizzate le ho avute proprio dagli amici che hanno preso parte allo show, ma al tempo stesso sono stati anche i primi a comprendere lo spirito dietro la chiusura del podcast.

Ecco, io ringrazio tutti loro per essere stati spontaneamente (in alcuni casi, spintaneamente) parte integrante di questo progetto sgangherato e cialtrone (nel senso buono del termine).

E ringrazio ovviamente tutti quelli che hanno ascoltato il podcast e parlato di Car Brewing Podcast anche solo per mezza volta. In questo lungo anno ho ricevuto diverse critiche (non tante quante mi aspettavo, a dire il vero) e sono state tutte costruttive, propositive, puntuali e precise. E mi sembra quasi di aver sbagliato qualcosa.

Perciò grazie a tutti per tutto e perdonatemi per questo lungo pistolotto. In parte sentivo il bisogno di lasciare scritte da qualche parte queste parole. E se avete voglia, parliamone. Gli audio trasmessi continueranno ad essere on line, sia su soundcloud che su YouTube. Continuerà a esserci la pagina facebook che prevedibilmente perderà visitatori con l’andare del tempo. Ma saranno comunque tutti spazi validi per parlare il brassicolese con chi conosce questa lingua o è in procinto di impararla. In ogni caso, io sono qui. Se avete voglia, sapete dove trovarmi per parlare di ogni cosa e ogni volta che lo desideriate. Preferibilmente in maniera cialtrona (nel senso buono del termine).

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