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Qu’est-ce que c’est

13 Dicembre 2018 - il Blog
Qu’est-ce que c’est

Dopo un mese abbondante, tra prima fermentazione e seconda fermentazione, domenica scorsa ho imbottigliato la mia interpretazione di Extra Brut IGA, di cui ho fatto abbondate premessa qui

Ho voluto provare per la prima volta ad usare due lieviti completamente diversi e nonostante sia solo la seconda volta che faccia una IGA, mi sento abbastanza sicuro nel dire che questa è la mia versione definitiva.

Ma aspettiamo il settembre prossimo, prima di dare conferma… per il momento ci gustiamo il presente.

Com’è andata la fermentazione.

La fermentazione è stata portata avanti in due fasi:

Prima parte: ho inoculato il lievito SafLager Fermentis w34/70 con metodo fast lager: ha portato il mosto da OG 1.057 a FG 1.010 in circa 10 giorni. Uno dei motivi per cui ho scelto di fare fast lager è anche per arrivare a FG ad una temperatura di inoculo idonea per il secondo lievito.

Seconda parte: di seguito ho inoculato 5gr di lievito utilizzato in contesto enologico LALVIN EC-1118 della Lallemand (ma dove l’ho già sentito questo nome?) alla temperatura di 20° e l’ho mantenuta costante per tutta la durata della fermentazione. Dalla scheda tecnica si sottolinea la sorprendente capacità di lavoro anche in condizioni di partenza non proprio ottimali: è un saccaromyces bayanus e ha una forte tolleranza all’alcool e si usa per fermentazioni bloccate o la fermentazione di vino base sia per la presa di spuma. Questo lievito posside anche il cosidetto Fattore Killer, e per me che sono molto ignorante in materia di produzione di vino e lieviti enologici, ha fatto molto sorridere, poi dopo aver capito cos’è il fattore killer… ho smesso di ridere. Ma il motivo per cui l’ho scelto è stato, lo ammetto, un’altro, molto più pratico che teorico: viene venduto in bustine da 5gr, e per i miei scopi era pressocché perfetto, anzi ero pure in over pitching. In fase di imbottigliato ho misurato la densità e ho trovato un  1.000 pulito pulito. Non ho fatto nessun travaso, col senno di poi… forse uno potevo pure farlo.
Dopo circa 5 giorni il gorgogliatore è tornato silenzioso e ho deciso di abbassare la temperatura a 3° (oltre non sono riuscito a scendere) e sono rimasto così per circa 2 settimane.

Dopo di ché ho imbottigliato.

Forza e coraggio, e Talking Heads nelle orecchie e ho imbottigliato. Anche questa volta ho dato priorità alle bottiglie in formato da 75. Dopo una decina di bottiglie sono passato a quelle da 50 e 33. Non ho voluto esagerare col priming e sono stato sui 5 gr/l, ben consapevole che avrei potuto spingermi oltre… ma in me una vocina paranoica mi diceva di non esagerare… e chi sono io per tirarmi indietro di fronte alle paranoie?

Ovviamente ho assaggiato un campione e per la prima volta mi sono trovato veramente a pensare “è esattamente come l’avevo pensata“: Molto profumata con un bouquet fruttato molto complesso e note di miele, il mosto di vino la fa da padrone. In bocca è molto scorrevole con un finale secco che invoglia la bevuta. Molto probabilmente la carbonazione aggiungerà una maggiore complessità in bocca. Insomma… sono molto contento. Se non si era capito.

E speriamo di avere dei feedback positivi al concorso Birre in rIGA… o almeno di avere dei feedback.

Riepilogando

un po’ di dati su questa cotta:

…e quindi SQL – Extra Brut Psycho Killer edition – is back! Oh oh oh oh oh oh oh oh….

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