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Menta e Rosmarino

5 Marzo 2019 - il Blog, Ricette
Menta e Rosmarino

La nostra società moderna e consumista ci ha abituato all’idea che, al netto di alcune defezioni, avere un hobby è un obbligo fondamentale per ognuno di noi: dobbiamo sempre avere qualcosa da fare nel poco tempo libero a disposizione dopo aver sprecato già gran parte del nostro tempo lavorando. Almeno siamo liberi di, aperte le virgolette, scegliere, chiuse le virgolette, in base alle inclinazioni e risorse personali dove e come e quanto tempo e risorse investire nell’hobby selezionato. Che sia leggere, studiare, sudare, costruire, fare, brigare, segare etc etc… siamo noi mettere un po’ di noi stessi dentro il nostro hobby selezionato, fino al punto che, Tyler Durden insegna, le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

E dire che di hobby, nel corso degli anni, ne ho avuti e provati parecchi, dai più disparati sia per quanto riguarda contesti che abilità richieste: il basso elettrico, la cucina, la pallavvolo, il canto, la scrittura, il cinema, la radio, la fotografia, il disegno, lo yoga, la lettura… Hobby che nel tempo, chi più chi meno, sono tutti scivolati via e che hanno lasciato diversi strati indelebili su di me e sulla mia formazione.

E poi è arrivato l’HomeBrewing

Poi è arrivato l’HomeBrewing, che in qualche modo ha sconvolto tutte quelle abitudini che avevo prima e che ha totalizzato (quasi) completamente il mio tempo libero come un vero e proprio virus magnetico.

Date a un uomo una birra e ci perderà un’ora. Insegnategli a farsela da sé e ci perderà una vita intera.

The Home Brew Company

Girovagando per il web brassicolo si legge spesso questa frase. Si tratta di una frase fottutamente vera per quel che mi riguarda, e non ho problemi a riconoscere che il processo di produzione di una birra e tutto quello che è collegato tra studio, letture a tema, mi interessa molto di più del prodotto fatto e finito. In sintesi, provo molto più piacere e soddisfazione personale nel pensare / preparare / seguire tutte le fasi di una nuova produzione, che limitarmi al semplice stappare di una bottiglia. Tranne imbottigliare. Imbottigliare mi sta tremendamente sul cazzo.

Ma perché scrivo questo? Semplice: lo scopo principale di un hobby sta nel creare una piccola sosta, fatta prevalentemente di relax. Un appiglio, una valvola di sfogo contro le rotture di palle della routine o degli imprevisti che possono capitare. E visto che sono nel pieno trip delle citazioni, parafrasi e aforismi, dico che giovedì scorso una cotta ha salvato la mia vita: senza scendere troppo nei dettagli privati, ero in un’attesa di una notizia importante e nell’attesa ero andato completamente fuori di testa. L’unico modo che ho trovato per calmarmi, è stato quello di organizzare e fare la cotta che avevo schedulato per metà marzo. Fortunatamente è andato tutto bene.

Ok, finito il pistolotto introspettivo romantico e parliamo di homebrewing.

Cosa bolle in pentola?

Giovedì scorso 28 febbraio ho fatto la seconda cotta dell’anno. In maniera del tutto improvvisata, ho deciso e organizzato il tutto e mi sono chiuso in cantina e ho preparato il mosto di quella che sarà una nuova birra da mettere in catalogo nell’Officina Briù: ho fatto un Gruit.

Cos’è un Gruit?

Non perdo troppo tempo a spiegare cosa sono le Gruit Ales, perché c’è un sito apposta che lo sa fare decisamente meglio di me. Io al massimo mi limito a raccontare perché da tempo volevo realizzare una birra del genere. L’idea nasce dal realizzare una birra non convenzionale (evito di usare il termine sperimentale perché non ha molto senso) sopratutto nella scelta di alcuni ingredienti che vadano al di là di certi paletti che in qualche modo noi homebrewer ci siamo imposti.

jailbreak

Perché fare un Gruit?

Mi spiego meglio: ho già detto in più occasioni, che alla fine l’homebrewing è un hobby noioso, fatto di attese per certi versi infinite, sopratutto quando la magia che respiri nelle prime cotte sparisce lasciando spazio alla routine di ammostamento, bollitura e pulizia. E, diciamocelo, perdere una quantità di tempo indefinita tra cotta, preparazione, fermentazione ed imbottigliamento per poi bere la solita birra, alla lunga rompe le scatole. Nella stra-grande maggioranza dei casi siamo abituati a far girare tra noi homebrewer birre che, benché riuscite bene, avremmo potuto recuperare con meno sforzi e risorse direttamente dal beer shop di fiducia.

Ma ci hanno sempre detto che gli homebrewer sono artisti creativi in grado di spaziare ben oltre i paletti degli stili… eppure in giro io vedo sempre le stesse birre: minestroni di luppoli tropicaleggianti, mattoni da millemila gradi, malti speciali usati come panacea di tutti mali… Ho come l’impressione che a volte siamo noi stessi a chiuderci dentro alle pareti di una gabbia da cui vogliamo assolutamente evadere.

E infatti, reduce dal recente Beer Attraction 2019 di Rimini, dove sono andato un po’ alla ricerca di birre e stili difficili da reperire facilmente, ho maturato la convinzione di provare a fare una birra completamente senza luppolo grazie ad un interessante chiacchierata fatta con Monica Ceresa di Retorto mentre si parlava del loro capolavoro (mia modesta opinione) che va sotto il nome di Acqua Passata. E come primo tentativo ho voluto provare un mix di erbe molto comuni come salvia, alloro, menta e rosmarino.

Ecco quindi una ricetta, scritta con Brewfather, che è frutto di un interpretazione del tutto personale di un Gruit.
Ringrazio in particolare Luca Fusé, il fratello maggiore homebrewer che tutto vorremmo avere, per avermi sapientemente consigliato nella stesura della ricetta correggendo il tiro qua e là.

Gruit – la ricetta

4.3% / 10.2 °P
72% efficiency
Batch Volume: 10 L
Boil Time: 60 min
Mash Water: 15.92 L
Total Water: 15.92 L
Boil Volume: 13.94 L
Pre-Boil Gravity: 1.032

Vitals

Original Gravity: 1.041
Final Gravity: 1.008
IBU (Tinseth): 0
Color: 11.4 EBC

Mash

Temperature – 68 °C – 60 min

Malts (1.85 kg)

1.5 kg – Dingemans Pale Ale – Grain – 6.5 EBC
200 g – Briess Oats, Flaked – Grain – 2.8 EBC
100 g – Dingemans Biscuit – Grain – 44.5 EBC
50 g – BestMalz Aromatic – Grain – 65 EBC
Other (200 g)
200 g – Briess Rice Hulls – Adjunct – 0 EBC

Miscs

6.6 ml – Lactic Acid – Mash
10 g – Rosmarino – Boil – 30 min
10 g – Salvia in foglie – Boil – 30 min
4 items – Alloro in foglie – Boil – 5 min
5 g – Irish Moss – Boil – 5 min
5 g – Issopo – Boil – 5 min
10 g – Menta – Bottling
10 g – Rosmarino – Bottling

Yeast

2 pkg – Fermentis US-05 Safale American

L’idea che mi sono prefissato è quella di avere in mano una birra di facile bevuta, con note balsamiche e intense date dalla menta e dal rosmarino, ma che non risultasse piatta. Ho quindi arricchito il bouquet di aromi con salvia e alloro: tutti ingredienti che potenzialmente sono disponibili in casa.

Purtroppo non ho trovato l’issopo (ìssopo o issòpo, non lo so), fortemente consigliatomi da luca per le sue note balsamiche e le proprietà antisettiche molto simili a quelle del luppolo, e quindi ho fatto a meno. Anche il rosmarino ha una proprietà, seppur blanda, antisettica, e speriamo comunque di riuscire a godere di questa birra nel più breve tempo possibile.

Com’è andata la cotta?

La cotta è andata benissimo: nessun intoppo di nessun tipo e tutto nei parametri previsti e consigliati. Anche in questa cotta mi sono aiutato con BrewFather che si sta rivelando un vero e proprio affidabile compagno di cotta, e mentre l’applicazione si proeccupava di ricordarmi cosa fare e quando, io stavo con molta musica nelle orecchie e ho affrontato le ore di cotta e pulizia in maniera molto freneticamente serena, col pilota automatico mentre ero con un occhio sempre teso verso gli squilli del cellulare. Il momento che porterò con me per sempre di questa cotta sarà la sensazione provata nel momento in cui, appena terminato il raffreddamento, il telefono ha squillato portando la buona notizia che aspettavo, mentre in cantina si respirava un’aria di bosco pazzesca.
Ho finito di sistemare e pulire e mi sono concesso un po’ di sano e meritato riposo.

Ringraziamenti.

Ringrazio Luca Fusé per la pazienza e la disponibilità, anche per aver saputo interpretare al volo quello che confusionariamente avevo in mente mentre provavo a fare la ricetta.

E infine, come detto già, questa cotta non sarebbe dovuta nascere in queste condizioni, e da tempo speravo di trovare una birra da dedicare alla mia primogenita. Credo che in qualche modo giovedì scorso sia successa una magia: ho finalmente realizzato che se dalla mia vita sparissero lei, l’homebrewing e altre tre quattro persone e cose, sarei una persona inutile e senza alcun scopo di vita.

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