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Mamma, da grande voglio fare il fast lager!

7 luglio 2018 - il Blog, Ricette
Mamma, da grande voglio fare il fast lager!

io mentre ragiono sulla ricetta e sulla possibilità di fare fast lager e dry hop

Per chi mi sta seguendo su Car Brewing, il primo podcast italiano completamente dedicato all’hobby della birra fatta in casa, sa che quella che sto per raccontare è la cotta più chiacchierata della stagione e che avevo intenzione di programmare da tempo, definendo solo il quando. Complice una settimana in cui moglie e prole, erano altrove a fare i villeggianti, io, rimasto a casa a consolarmi con l’ufficio, nel tempo libero mi sono dedicato con tutto me stesso a questo insano progetto, che ovviamente non ha potuto fare altro che complicarsi man mano che prendeva forma.
Tanto per rendere chiaro il concetto di pazzia, in una sola cotta ci sono ben tre “la mia prima volta che…“.

…E che International Pale Lager sia! E incrociamo le dita.

Cos’è una International Pale Lager?

Le International Pale Lager sono descritte nel BJCP 2018 alla categoria 2A, e come ci viene suggerito dal nome stesso, sono basse fermentazioni con utilizzo di luppoli europei. In questa categoria possono ricadere anche le cosiddette Hoppy Lager: birre che si contraddistiguono per un’aspetto pulito e brillante con schiuma abbondante e abbastanza carbonate e accompagnate al naso da un prepotente bouquet di aromi fortemente scatenati dal luppolo, usati anche a freddo.

International Pale Lager: ragioniamoci.

Ho diviso la stesura della ricetta in tre aspetti:

 

International Pale Lager: la ricetta.

Ecco quindi la mia bella ricettona completa di tutti i dati interessanti:

DATI GENERALI

OG SG: 1.049
OG Bx: 10.93

IBU: 52

BU:GU: 1.05
SRM: 4.3
FG: 1.010
ABV: 5.2%
Efficienza Impianto: % 70 (alla fine è del circa 75%)
Bollitura: 60 minuti

FERMENTABILI:


Vienna kg 2.5
Pilsner Belgian kg 2.5
Zucchero Di Canna kg 0.2 (alla fine non l’ho usato)
Pula o Lolla di riso kg 0.2

LUPPOLI:

60 min g 10 Huell Melon
g 10 Mandarina Bavaria
20 min g 20 Huell Melon
g 20 Mandarina Bavaria
g 30 Saaz
5 min g 30 Huell Melon
g 30 Mandarina Bavaria
0 min g 50 Huell Melon
g 50 Mandarina Bavaria
DRY HOP
2 giorni
g 50 Huell Melon
g 50 Mandarina Bavaria

LIEVITO:

2 Saflager W-34/70

DATI MASH:

Step °C 52 min 15
Step °C 63 min 60

Com’è andata la cotta.

Anche questa volta, la cotta è andata liscia, è venuto ad aiutarmi un entusiasta Luca, uno studente fuorisede all’università di Bologna che ho conosciuto al concorso dell’Astral Beer Pub, che non vedeva proprio l’ora di chiudersi in una cantina rovente a fare birra.
Diciamo che ci sono stati un paio di inconvenienti: il detto che quando si fa birra si deve bere birra dovrebbe essere ahimé ridimensionato…
Ma alla fine tutto è andato bene: OG centrata anche senza l’utilizzo dello zucchero che tenevo in serbo, litri azzeccati, fermentatore pulito adeguatamente… l’unico inconveniente, ma lo reputo più alla stanchezza, è che ho dimenticato di usare le alghe irlandesi, ma conto di recuperare pulizia in bicchiere sul periodo di cold crash pre-imbottiglimento, ma pure qui non mi aspetto miracoli, visto che farò un’imponente dry hop (eh oh… se devo proprio infrangere il tabù del dry hop… tanto vale farlo ALLA GRANDE!!!).
La cotta è durata dalle 18:30 alle 23:00, quasi 5 ore) e come prevedibile il mosto è arrivato a fine raffreddamento a circa 23 gradi, temperatura troppo alta per l’inoculo del lievito: ho risolto nell’unico modo per me possibile e praticabile, visto che non ci penso proprio a mettere bottiglie di acqua ghiacciata nel mosto: ho spostato il fermentatore pieno in frigorifero e in funzione, inserito direttamente nel pozzetto la sonda che pilota il frigorifero grazie al mio fedele STC1000 impostato per mantenere costante la temperatura di 10° e aspettato l’abbassamento della temperatura. La mattina successiva la sonda rilevava 13°. Ho quindi inoculato il lievito e ossigenato. Dopo di ché ho prelevato un campione di mosto per metterci in ammollo il densimetro. E me ne sono andato.
In serata, ho notato, già era presente attività fermentativa: il gorgogliatore era in pressione e ogni tanto ho sentito dei timidi blub-blub-blub. Non avendo mai condotto una vera bassa fermentazione, non sono abituato a questo silenzio, ma non posso fare altro che fidarmi del vero birraio.

Ma non finisce qui. E la fermentazione?

Fin qui tutto bene. Ecco un breve accenno sugli step di fermentazione previsti secondo il metodo Fast Lager così come elegantemente illustrato dal grande Davide sul suo rovidbeer già molte volte citato nei miei post. Dal momento che ho un OG rilevata di 1050 e una FG prevista di 1010 ecco che ricavo il mio DTD di 40, che diviso per due è 20 (mi servirà per capire quando inziare ad alzare la T).

Step di temperature previste secondo i miei calcoli usando il metodo fast lager:

Dopo tutto possiamo proprio dirlo: Mamma mia che sbattimento le basse fermentazioni...

…A proposito, per chi se lo stesse chiedendo dall’inizio del post: i villeggianti stanno bene.

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