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Date un nome alle vostre birre!

novembre 4, 2017 - il Blog
Date un nome alle vostre birre!

Homebrewing, ovvero l’arte della birra fatta in casa, come di solito erroneamente si pensa, non è avere la birra in casa per sbronzarsi a basso costo.

E’ incredibile come pochi elementi, mischiati insieme nei giusti tempi e modi, riescono a creare molteplici caratterizzazioni diverse. Poi se ci mettiamo l’innata voglia di creare contaminazioni, ecco che cresce esponenzialmente la varietà del risultato!

Homebrewing per me è sopratutto un gioco, e come tutti i giochi c’è bisogno di seguire delle regole ben precise. Regole non scritte, certo, ma che in qualche modo regolamentano il gioco. E sopratutto sono un’espressione del tuo essere. Per esempio: perché non dare un nome alle proprie creazioni? Cercare di comunicare con un nome, un gioco di parole, una parola inventata, cosa ci si appresta a versare nel boccale fa parte del gioco.
Fa parte del gioco creare delle etichette da mettere in bella mostra per dare un tocco di personalità maggiore al proprio prodotto, cercando in qualche modo di “giocare” da professionisti. E nell’etichetta deve spiccare per bene il nome della birra e del proprio microbirrificio casalingo!

Io, dichiaratamente nerd, ho deciso di omaggiare, con le mie birre, un altro grande gioco che addirittura permette di mantenermi, ovvero i linguaggi di programmazione che in qualche modo sono stati utili alla mia formazione di programmatore. Perl, SQL, Basic, Dot Net, Turbo Pascal e C++ sono nomi di linguaggi di programmazione che negli anni ho imparato ed utilizzato (o che utilizzo ancora) e che in qualche modo mi hanno insegnato a schematizzare e pensare seguendo determinati binari. Ne manca qualcuno all’appello, e molto probabilmente saranno ripresi da qualche altro stile che deciderò di mettere in “produzione”.

Perciò date un nome alle vostre birre fatte in casa! Date un nome al vostro birrificio casalingo! Curate ogni aspetto di questo gioco, a partire dalla scelta delle bottiglie fino al colore dei tappi passando per le etichette. Curate il vostro brand esattamente come lo potrebbe curare un professionista. Anche l’occhio vuole la sua parte, non dimentichiamocelo!

 

 

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