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Briù Plus Plus is back – 2017 edition

marzo 10, 2017 - il Blog
Briù Plus Plus is back – 2017 edition

Dopo aver effettuato la cotta di test con il nuovo impianto, con la curiosità e la preoccupazione del caso, ho imbottigliato, senza particolari problemi, circa 20 litri di Briù Plus Plus e dopo circa due settimane di riposo ho preso una bottiglia per controllare carbonazione ed evoluzione.
Anche in questo caso, ho effettuato il priming usando il metodo della siringa, che trovo molto efficace e pulito, che non complica assolutamente il processo di imbottigliamento, che di per sé è il momento che preferisco di meno, secondo solo alla pulizia delle bottiglie.
Comunque.
Sono sinceramente soddisfatto del risultato.
Nel bicchiere risulta di un ambrato velato con uno strato persistente e abbondante di schiuma color avorio. Al naso avverto un discreto agrumato pulito, che si ripropone in bocca con un forte retrogusto amaro e persistente. La bevuta è facile, complice la gradazione alcolica calcolata di circa 5.2°. Non ci sono difetti evidenti, non ci sono esplosioni di aromi a cui ormai siamo abituati nelle luppolate, non sarà sicuramente una birra da podio ai concorsi… ma, come mi piace dire in questi casi: se non ha difetti vuol dire che è industriale.

Anche qui, allego tabellina con i valori ricavati da brewonline.net

OG: 1044
FG: 1010
ABV : 5.2 %
IBU : 63.8
EBC : 20

Cosa ho sbagliato in questa cotta, e cosa devo migliorare

L’errore principale, anche se calcolato, è stato quello di una bassa efficienza. contavo di ottenere più litri e più abv finali, ma sono onesto quando dico che per essere la cotta di test del nuovo impianto, non posso che ritenermi soddisfatto. A fronte dei 23 litri a 6° stimati, mi sono trovato con 19 a 5.2. con un attenuazione apparente precisa del 75%.
In fase di imbottigliamento, ho avuto un mezzo casino col sifone automatico, colpa del tubo che si strozzava spesso e della mia ansia di fare presto. Ho quindi imbottigliato sicuramente un po’ di fondo del fermentatore donando al prodotto finito una leggera velatura (che comunque non stona per lo stile).

Cosa mantengo di questa ricetta e cosa cambierò

Rispetto alla versione precedente, ho tolto il dry hopping sostituito con la gettata a zero minuti e sono molto soddisfatto sia della scelta sia del risultato. il dry hopping non è semplicemente scaricare del luppolo dentro il fermentatore, bisogna saper padroneggiare la tecnica per dosare correttamente tempi e modi, perché il rischio dell’astringenza è sempre dietro l’angolo. Con la gettata a zero minuti, ho ottenuto quello che cercavo, un profumo intenso e persistente, delicato in bocca e soprattutto, zero astringenza!

Tempo per preparare la TURBO Briù allora.

Maggio si avvicina, quindi ci sta bene una bella stout. La ricetta rimane invariata, visto che quella dell’anno scorso mi è piaciuta moltissimo. E sono molto pronto per correggere tutti gli errori effettuati durante la cotta della Plus Plus.
Inoltre, sto cominciando a pensare a delle nuove ricette da introdurre nella famiglia Briù. Per il momento però non voglio pensarci ancora troppo… tutto dipende da tempi e modi a disposizione da dedicare a questo hobby. Che come al solito non sono mai abbastanza!

Salute!

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