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Briù Perl is back!!! Belgian Pale Ale 2018 edition

9 giugno 2018 - il Blog
Briù Perl is back!!! Belgian Pale Ale 2018 edition

Cosa si fa quando finisce la fermentazione primaria? Cosa è opportuno fare quando la densità è stabile da più di 48 ore? Cosa si fa dopo 4 giorni di winterizzazione? Cosa fare con tutto quel mosto che nel frattempo è diventato birra? Cosa fare di tutto questo? e soprattutto…
Cosa è opportuno fare quando la sera ci sono già temperature ai limiti del torrido e si è stanchi come un mulo dopo una lunga ed intensa giornata di lavoro?

bottiglie allo stato brado

IMBOTTIGLIARE, ovviamente! ma che domande…

Ecco quindi che in una sera molto calda, in compagnia del solito Biondo che mi ha aiutato anche con l’imbottigliamento della Black IPA, ho travasato un mosto a 5 gradi sifonando dall’alto e imbottigliato la bellezza di 24 litri circa di birra.
Devo dire che aprire il fermentatore e dare la prima annusata è sempre una bella emozione, sopratutto adesso che le infezioni, da quando ho cambiato metodo di pulizia usando lo Starsan, sono solo un brutto ricordo.
La birra si è presentata di un dorato brillante con riflessi aranciati, con un prepotente speziato che ha invaso tutta l’officina. Anche questa volta ho usato il lievito BE-256 della fermentis, un lievito adatto e consigliato, per produrre birre di abbazia. Il lievito ha lavorato in maniera indefessa da subito, con un lag time di circa 4 ore, portando avanti una fermentazione con attività molto intensa: FG raggiunta in poco più di 5 giorni.
Ho cercato di veicolare la fermentazione impostando la temperatura a 18°, dopo che la densità era scesa più della metà rispetto al previsto, ho alzato a 21 fino a raggiungimento di FG stabile e poi ho fatto raffreddato a 4° per 4 giorni per favorire il deposito di proteine, lieviti, e schifezzuole varie.

Un po’ di dati sulla cotta.

Cotta archiviata immediatamente senza nessun intoppo e senza bisogno di interventi straordinari. Adesso si tratta solo di attendere fine mese per effettuare il primo assaggio e dare una valutazione cercando di essere il più obiettivo possibile.

Che fine ha fatto l’esperimento?
Si conclude così la miniserie di articoli del piccolo xbmt che ho provato a condurre, per capire quale software semplifica ulteriormente la vita all’homebrewer nel fare previsioni su stime di valori come OG, FG, IBU e altri dati. Per quanto riguarda questa cotta, il software che in qualche modo mi ha dato più indicazioni utili è stato, con mia somma sorpresa, Calcoliamo Birra, mentre in qualche modo mi ha spiazzato BeerSmith.
Per abitudine, ho sempre usato due software per scrivere ricette: iniziavo sempre con brewonline, per poi dare i ritocchi finali di precisione con BeerSmith, metodo che mi ha sempre dato un risultato molto simile a quello prospettato.
Calcoliamo Birra, però, non so se è un caso, ci ha preso su quasi tutto, e in qualche modo si è guadagnato la mia fiducia. Non resta che riprovare l’esperimento anche per la prossima cotta.


Ma questa cotta mi ha dato la possibilità di effettuare un altro test il cui risultato mi ha spiazzato parecchio. Ma di questo ne parlerò in un post apposta.
Intanto… Briù Perl is Back!!!

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