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Briù Perl – Belgian Pale Ale – is born

giugno 9, 2017 - il Blog
Briù Perl – Belgian Pale Ale – is born

Mercoledì sera passato, 7 giugno, ho imbottigliato circa 20 litri scarsi di Briù Perl, la recente novità brassicola dell’Officina Briù.
Dopo anni passati a fare sempre le stesse cotte, o meglio gli stessi stili, mi sono cimentato in una nuova ricetta per un tipo di birra che ultimamente mi capita di preferire sempre più spesso alle solite IPA / APA.

La Briù Perl è una Belgian Pale Ale. Durante l’imbottigliamento mi sono lasciato andare ad un assaggio del mosto ancora poco frizzante e ho notato subito che si tratta di una birra forte, secca, chiara e dai forti sentori citrici persistenti. La carbonazione, che comunque ho preferito tenere bassa, dovrebbe completare il tutto.

Un po’ di dati sulla cotta
Di seguito un po’ di dati riassuntivi della cotta prelevati da www.brewonline.net

OG: 1054
FG: 1006
ABV : 7%
IBU : 28.5
EBC : 2

Com’è andata la fermentazione
Questa, credo, che sia stata la prima volta in assoluto che non sono stato a controllare in maniera “ansiosa” la camera di fermentazione per controllare l’andamento del blub blub.
Ho messo il fermentatore lì, a riposo, e me ne sono andato. Sono tornato giusto una volta per prelevare un campione dopo 7 giorni per verificare la densità e per rabboccare un po’ di liquido nel gorgogliatore perché evidentemente era quasi tutto sbuffato.
Non ho avuto l’ansia di aprire il fermentatore per controllare se il mosto aveva infezioni o meno. Mi sono, come si dice in gergo, fatto i cazzi miei per tutto il tempo.
Il profilo di fermentazione è stato molto lineare: sono partito a 17 gradi, nella fase tumultuosa per poi salire a 20 per il resto del tempo, ho fatto 3 giorni a 5 gradi per pulire meglio il tutto e poi ho imbottigliato.

Ho lavato con molta più cura del solito le bottiglie, semplicemente perché erano sullo scaffale da molto tempo, anche se tappate e tenute lontane dalla polvere. Mi sembrava un atto doveroso nei confronti di quelle povere bottiglie assetate.

Durante il processo di imbottigliamento mi sono fatto aiutare da Greta, mia figlia, ed è stata un attività che ci ha divertito molto: è stata un aiuto prezioso durante il travaso; durante l’imbottigliamento mi passava le bottiglie vuote e prendeva quelle piene, ci siamo divertiti da matti ad attaccare le etichette e i tappi, e nel frattempo abbiamo parlato un po’ del fatto che ha appena finito la prima elementare e di altro.

Di solito l’imbottigliamento è il momento in assoluto  che più detesto, ma grazie alla compagnia di mia figlia, mi è quasi dispiaciuto aver terminato prima del tempo solito. ma era ora di andare a nanna per tutti.

Quindi non ci resta che aspettare l’assaggio. Salute!

ah… nel frattempo ho anche cambiato la grafica del sito…

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