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Brew like a Monkey

22 Agosto 2019 - il Blog, Ricette
Brew like a Monkey

[Attenzione: questo post parlerà poco di birra fatta in casa e molto di scimmia.]

The Monkey is not amused.

Siamo in agosto, le temperature stanno tornando intorno ai range ragionevoli per garantire l’esistenza del primate ostelinus sulla terra. Con la famiglia in vacanza, posso finalmente dedicarmi anima e corpo alla produzione casalingo-brassicola, ispirato dal fatto che a settembre, cioè tra pochi giorni, è prevista una tappa del campionato MoBi tutta dedicata alle birre fatte in casa di ispirazione belga. Non credo di riuscire ad avere la birra pronta per quella data, avrei dovuto sicuramente anticipare la data della cotta, ma vedo se riesco comunque a farcela.

So che diventerò molto impopolare per quello che sto per dire: non amo molto le birre belghe per diversi motivi:

Questo ovviamente non vuol dire che le birre di ispirazione belga non sono birre degne di tal nome. Come già detto, sono birre complicate e difficili da fare in casa. Tutto questo per dire che fondamentalmente, io non sono capace.

E quindi perché non fare una dubbel?

E quindi lunedì 19 agosto, nel pomeriggio, ne ho approfittato per fare una birra belga. Una dubbel per la precisione. E complimenti vivissimi alla coerenza. E grazie.

Avendo ancora diverse materie prime a disposizione ho cercato di dare fondo a tutti i malti base più parte dei diversi malti speciali, luppoli e lieviti ancora in cantina.

E così mentre la pentola scaldava l’acqua, ho rovistato in maniera molto scimmiesca quello che c’era nei cassetti e messo giù una ricetta con Brewfather per circa 11 litri. Nonostante abbia disperatamente provato il più possibile a rientrare nei parametri previsti dallo stile, vista la mia innata capacità di seguire le regole, ho esagerato anche questa volta. Esattamente come una scimmia.

Monkey Dubbel – la ricetta

Vitals

Mash

Malts (2.6 kg)

Other (400 g)

Hops (35 g)

Miscs

Yeast

Fermentation

Com’è andata la cotta?

monkey see, monkey do

L’obiettivo per tutta la durata della cotta è stato uno e uno soltanto: fare tutto all’insegna del “e a me che cazzo me ne frega a me“. L’immancabile Biondo, fedele compagno di avventure dell’Officina Briù ha questa volta svolto l’egregio compito di coscienza:

Perché hai fatto 50 minuti di mash? Me so sbagliato.
Perché non fai sparge? Non mi va.
Hai misurato PH? Ho messo acidulated.
E non misuri PH? Brewfather dice che è a 5.5.
E non controlli? No.
Hai misurato densità preboil? No.
Hai pesato i luppoli? A occhio.
E perché? Perché a me che cazzo me ne frega a me!!

moderno Pinocchio

Ma non siamo rimasti tutto il tempo con le mani in mano: durante i tempi morti della cotta ne abbiamo approfittato per guardare e commentare i video che Davide Cantoni ha caricato sul suo nuovissimo canale YouTube RovidBeer, dove con ammirazione misto a raccapriccio siamo giunti alla comune conclusione che l’homebrewing è veramente un hobby pessimo, ma di cui non possiamo più fare a meno.
Quando sale la scimmia… è difficile controllarsi.

A fine raffreddamento ho spostato il mosto in fermentatore e ho inoculato parecchio be-256 per tentare una fermentazione in over pitching.

Infine ho impostato l’AxHTherm per mantenere la temperatura fissa sui 18°C e siccome erano le circa le 21:00 ho pensato bene di lasciare l’Officina nel completo casino, farmi una doccia e andare a bere qualcosa insieme al Biondo, il mio avvocato, e passare il resto del tempo ad insultarci a vicenda.
Oh guarda… che cosa c’è dietro di te! Una scimmia a tre teste!

TL;DR

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