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Analisi di una sconfitta

marzo 27, 2017 - il Blog
Analisi di una sconfitta

Domenica avrei dovuto imbottigliare la TURBO Briù.
Invece, per la prima volta, nella mia esperienza di homebrewer, non ho fatto un bel niente, perché all’apertura del fermentatore inox da 30 litri, fedele compagno di tutte le mie cotte, ho trovato la sorpresa: un’infezione. La mia prima infezione.
Non c’è stato bisogno di interpretazione alcuna. Patina biancastra lattiginosa su tutta la superficie, bolle in superficie, odore acidulo. Esito scontato: ho rovesciato tutto nel lavandino, pulito grossolanamente il fermentatore e isolato dal resto dell’attrezzatura perché mi sono ripromesso di pensare a mente fredda sul da farsi.
Il fermentatore in questione è quello venduto da birramia, in inox, con coperchio, guarnizione e cerniera e rubinetto e rondella.

Che cosa è andato storto?
Sinceramente non lo so. Ho operato esattamente come opero di solito… evidentemente no. Ma in questi casi, come al solito posso fare solo delle supposizioni.
Ho effettuato la pulizia del fermentatore e del coperchio come sempre.

Prima dell’uso

  1. prelevo il fermentatore, il coperchio, guarnizione, rubinetto, gorgogliatore e guarnizione dalle varie bustine dedicate. tutti i singoli pezzi non hanno contatto con niente durante il riposo (tranne le pareti esterne del fermentatore che toccano la scatola);
  2. monto il rubinetto nel fermentatore e inserisco la guarnizione
  3. uso circa 7 litri di acqua tiepida a 30 gradi e relativa dose di Oxi che tengo a riposo per tutto il tempo della cotta, con evidenti scossono ogni tanto per pulire bene le pareti del fermentatore;
  4. finita la fase di raffreddamento, svuoto il fermentatore della soluzione e lascio sgocciolare in sospensione dopodiché sposto il mosto, inoculo il lievito, metto il coperchio, stringo la cerniera, metto la soluzione nel gorgogliatore e metto in cella di fermentazione.

dopo l’uso:

  1. eseguo un lavaggio a fondo con detersivo per i piatti e tanto olio di gomito;
  2. faccio asciugare tutto per almeno una mezza giornata e prima di mettere via mi assicuro che sia del tutto asciutto;
  3. inserisco tutto nella sua scatola evitando praticamente il contatto con agenti esterni (visto che tra una cotta e l’altra passano anche mesi);

Che cosa può essere andato storto stavolta? A pensarci bene, ci sono delle bazzecole. Di solito dopo aver riempito di acqua e oxi il rubinetto, capovolto verso l’alto avvolgo tutto in uno di carta alluminio. mi capita anche di “rabboccare” il gorgogliatore con dell’altro liquido dopo la fase tumultuosa perché vedo che si riduce sempre: non credo che il liquido evapori, magari viene sbuffato fuori pian piano dalla fuoriuscita dell’anidride carbonica prodotta. Ecco, stavolta non ho rabboccato.
Come ormai consuetudine non ho ho effettuato travaso intermedio, ho semplicemente controllato la densità dopo 7 giorni e assaggiando il campione non ho notato niente di anomalo. Evito, ovviamente di aprire il fermentatore durante le due settimane di fermentazione. Di più non riesco a pensare. Certo, questo non cambia la realtà dei fatti. l’infezione c’è, e stoicamente ne accetto il peso.

Che cosa fare in caso di infezione?
Intendiamoci. io non sono uno di quelli che cerca di ignorare i problemi. Se posso li affronto, anche lottando, ma mi rendo conto quando è il caso di alzare le mani e sventolare bandiera bianca. Ovviamente, ho deciso senza pensarci due volte di buttare tutto il mosto infetto nel lavandino. Inutile stare a cercare di recuperare pochi litri compromettendo attrezzature, tubi e bottiglie.
Il vero problema, il mio vero cruccio, è quello di recuperare il fermentatore. ormai è infetto e serve una soluzione per recuperare.
ci sono diverse opzioni per cercare di recuperare, più o meno con costi ed esiti diversi:

metodo costo esito
bollitura prolungata bollire rubinetto e rondella è semplice, Forse una caldaia per mettere a bollire le butteglie ‘e pummarole potrebbe servire per il fermentatore…nel mio caso, purtroppo è una tecnica impraticabile. la bollitura prolungata dovrebbe distruggere praticamente qualsiasi bestiaccia. ma c’è chi giura che potrebbe non essere sufficiente
soda caustica, peracetico, enzybras materiali costosi, ma facilmente reperibili on line. se usati nella giusta maniera debellano facilmente l’infezione.
candeggina, oxi, vapore materiale facilmente reperibili. se usati nella giusta maniera debellano facilmente l’infezione.
una vagonata di bestemmie e imprecazioni gratis se funziona, sono un genio.
sostituzione totale del materiale con un fermentatore inox nuovo di pacca. dai 50 ai 120€ e grazie al cazzo!

Io, ovviamente, non sono un chimico. Sono un semplice homebrewer hobbista. E devo fare i conti con questo dato di fatto e trovare il giusto compromesso tra convenienza e paranoia. In rete se ne legge di ogni su come debellare un’infezione. Alla fine credo che userò cicli di candeggina, con risciacqui abbondanti con acqua, passata di oxi e abbondante spruzzate di vapore. Ecco, mi sembra un buon modo per tentare il tutto e per tutto.
Ho sentito parlare bene anche dell’uso dell’acqua ossigenata. Credo che gli darò una chance. Nella speranza di riuscire a dormire notti tranquille al prossimo utilizzo.

Conclusioni.
Le infezioni sono una brutta roba. Demoralizzano, scocciano, fanno incazzare. Ho provato veramente la sensazione brutta di aver sbagliato e di non essere capace. Ma bisogna essere ottimisti, altrimenti è bene cambiare hobby.
Ho deciso comunque di conservare 5 litri di mosto mettendoli a riposare in una damigiana di vetro lasciando che i batteri facciano il loro lento inevitabile corso per almeno un anno o più, sperando di riuscire a tirare fuori qualcosa di selvaggio. Non ho grandi aspettative in merito, non sono un grande amante delle acide, e soprattutto non voglio innalzarmi ad esploratore di nuove vette dell’homebrewing. Sarà certo interessante monitorare la situazione e segnare l’evoluzione. Almeno per non avere del tutto la sensazione di aver buttato davvero tempo, soldi e sudore.

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